Assistenza sanitaria in Italia, livelli migliori di quanto si possa immaginare?

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Secondo quanto afferma il Ministro della Salute Lorenzin, il livello dell’assistenza sanitaria italiana sarebbe migliore di quanto si possa immaginare. A darne “formalizzazione” è la presentazione del Rapporto OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) sul Ssn italiano dal titolo “Revisione Ocse sulla qualità dell’assistenza sanitaria in Italia”, nel quale emergerebbero risultati molto positivi sull’evoluzione del sistema nazionale italiano, mettendo in evidenza come il nostro Paese abbia notevolmente migliorato la qualità dell’assistenza sanitaria negli ultimi decenni, pur nella conferma delle forti diversità tra le regioni.

“Al termine del semestre europeo, il bilancio che possiamo tracciare è indubbiamente positivo: il sistema sanitario italiano viene preso come esempio dagli altri Paesi, europei e non. Ma non dobbiamo adagiarci sugli allori: abbiamo ben presenti le criticità e le sfide ancora da affrontare” – ha ricordato il Ministro – “Senza qualità non c’è Sanità: occorre dunque garantire che gli sforzi attuati per contenere la spesa sanitaria non mettano a rischio la qualità come principio fondamentale di governance. Dobbiamo sostenere le Regioni e Province autonome che presentano una infrastruttura più debole, perché siano in grado di erogare servizi di qualità come le Regioni più virtuose“.

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Ma da dove sorge tutto questo ottimismo? Secondo il comunicato stampa dell’Ocse, gli indicatori di salute della popolazione italiana sarebbero addirittura tra i migliori dell’area Ocse, con l’Italia al quinto posto nell’aspettativa di vita alla nascita (82,3 anni), e con i tassi di ricovero ospedaliero per asma e malattie polmonari croniche che sarebbero tra i più bassi della zona. Anche i tassi di mortalità a seguito di ictus e infarto sarebbero ben al di sotto della media Ocse.

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In ogni caso, attenzione a non confondere tali buoni dati di sintesi con l’omogeneità degli stessi. Sul sito internet del Ministero della Salute viene infatti ricordato come i dati aggregati, “sebbene rassicuranti, mascherano tuttavia profonde differenze regionali. I tassi di ricoveri ospedalieri per condizioni come l’asma e la BPCO, che dovrebbero essere evitate con appropriata assistenza primaria e territoriale, variano significativamente. Ad esempio, il numero di bambini ricoverati in ospedale con un attacco d’asma in Sicilia è cinque volte superiore rispetto alla Toscana e i ricoveri ospedalieri per malattie polmonari croniche variano del doppio, con 1,5 ricoveri per 1.000 abitanti in Piemonte e 3,07 in Basilicata”.

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Ancora, l’incidenza dei parti cesarei, mostrano anche’essi fortissime variazioni: a livello nazionale, ad esempio, i parti cesarei rappresentano il 25% del totale, ma in Campania l’incidenza sale addirittura al 45%.

Per approfondimenti, vi consigliamo di consultare il comunicato ufficiale del Ministero e, di seguito i report e i comunicati stampa disponibili.

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