Ebola, continuano le ricerche in Guinea

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C’è anche un team di ricercatori italiani alla scoperta di un rimedio per arrestare l’epidemia che sta colpendo la Guinea, e che da diversi giorni è oggetto di alcuni nostri approfondimenti.

Si è ora scoperto che l’epidemia di Ebola è contraddistinto dal ceppo Zaire, quello a più elevata mortalità. Si è inoltre scoperto che i dati che stanno provenendo dall’Africa sono piuttosto confusi e, probabilmente, lontani dalla verità. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Organizzazione mondiale della sanità, ad esempio, la febbre emorragica avrebbe colpito 103 casi mietendo 66 morti, con una mortalità del 64%. I casi potrebbero tuttavia essere molti di più, considerato che anche da altre nazioni come la Sierra Leone e la Liberia arrivano notizie di morti riconducibili alla febbre emorragica. A rendere ancora più complessa la situazione, il fatto che i decessi sono avvenuti su persone che avevano viaggiato poco prima in Guinea.

È pertanto probabile che nei prossimi giorni possano essere identificati nuovi casi, andando ad aggravare la situazione.

Per aiutare a identificare le infezioni da Ebola in Guinea anche alcuni ricercatori italiani sono partiti verso l’Africa, all’interno di una iniziativa della Commissione Europea che ha l’obiettivo di inviare dei laboratori in Africa per gestire le emergenze di questo tipo.

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