Metodo Stamina: Nature svela il grande “imbroglio”

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C’è chi (l’autorevole Il Sole 24 Ore, ma non solo) lo ha definito “imbroglio“. C’è invece chi (come l’altrettanto autorevole magazine Nature) ha semplicemente dichiarato che il metodo non esiste. Protagonista della vicenda è la tecnica “Stamina“, sviluppata dal professor Davide Vannoni, che per diversi mesi aveva acceso dei lumicini di speranza nelle famiglie di malati gravi e addetti allo studio di patologie di significativa entità.

Alle affermazioni di Nature hanno fatti seguito le esplicite affermazioni dell’Accademia dei Lincei e, solo in un secondo momento, un comunicato da parte della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici, apparso quando era oramai chiaro che – sottolineava ancora il quotidiano economico finanziario – “Vannoni & Co. hanno trafugato immagini da articoli pubblicati anni fa da scienziati russi, che descrivono procedure diverse dal metodo per il quale i nostri hanno chiesto la protezione brevettuale“. Peccato solo, proseguono Cattaneo e Corbellini sul quotidiano, che al Parlamento e nelle audizioni alla Camera quel metodo era stato presentato come unico, migliore rispetto a qualsiasi altro, addirittura rivoluzionario e “con tante raffinatezze”.

Scovato l’inghippo, rimangono aperte alcune domande su quanto accaduto e, in particolar modo, sul ruolo che giudici e politica hanno avuto in questo contesto tutt’altro che trasparente. Probabilmente, però, la soluzione – soprattutto, a beneficio dei posteri – è piuttosto semplice: la politica “non deve occuparsi di stabilire se una teoria scientifica o una tecnica sono valide”, affermavano ancora Cattaneo e Corbellini – “Deve solo garantire la libertà di ricerca e il confronto e la competizione per le idee migliori, oltre a tutelare la sicurezza dei cittadini”.

Parole sante, che tuttavia vengono frequentemente smentite dalla realtà dei fatti e, fin troppo spesso, sulla pelle di inconsapevoli cittadini.

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