Metodo Stamina, Vannoni presenta il ricorso

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Nelle ultime settimane sul nostro sito abbiamo parlato più volte del Metodo Stamina e di quanto sia stato bocciato da comitati scientifici e riviste internazionali. Ebbene, Davide Vannoni, presidente della Fondazione Stamina, non sembra voler ricoprire il ruolo di “colpevole”, ed ha presentato ricorso al Tar del Lazio per contestare la composizione del comitato scientifico che ha bocciato il proprio metodo di cura basato sulle cellule staminali mesenchimali.

Tra le varie contestazioni avanzate da Vannoni, quella indirizzata verso il decreto ministeriale relativo alla nomina dei componenti del comitato per la sperimentazione, focalizzando l’attenzione dei giudici sul parere contrario espresso dal gruppo di esperti nominati dal ministro della Salute Lorenzin.

“Nel ricorso, per il quale abbiamo richiesto una procedura durgenza” – ha spiegato alla stampa il fondatore di Stamina – “si contesta la composizione del comitato, in cui sono stati chiamati medici che in gran parte si erano già espressi in maniera contraria a Stamina. Non so cosa succederà ora, ma la sensazione è che il ministro si stia muovendo per cancellare la sperimentazione”.

Contemporaneamente, Vannoni rende altresì noto di aver presentato ricorso anche al Tar della Lombardia, relativamente al blocco che l’Agenzia italiana del farmaco ha imposto agli Ospedali Civili di Brescia, dove viene applicato il metodo e dove sono in cura diversi bambini.

Nell’attesa, il Metodo Stamina continua a collezionare bocciature. L’ultima è arrivata dal Comitato siciliano di Bioetica, che ha valutato la comprovata evidenza “della non fondatezza scientifica di tale trattamento e l’assenza di prove sia di efficacia sia di innocuità”. In altre parole, gli esperti – cita il documento del Comitato – “hanno evidenziato il sentito, unanime bisogno di solidarietà e di rispetto del diritto alla speranza sia per chi vive direttamente la condizione della malattia sia per tutti coloro che ne fanno esperienza attraverso i propri cari”, ma hanno altresì affermato che “la “metodica” sia sfornita di dati scientifici oggettivi e misurabili, su cui si fonda la medicina anche in materia di produzione di cellule staminali”.

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