Pesto al botulino a Genova

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Secondo quanto sta emergendo dalla stampa locale, più di venti persone sono state ricoverate nelle ultime ore all’interno di tre ospedali genovesi. I pazienti sarebbero sospettati di aver contratto una intossicazione da botulino, dopo aver mangiato del pesto di un’azienda ceh ha ritirato una larga partita di vasetti.

Stando alle dichiarazioni diramate dal primario del pronto soccorso dell’ospdale Galliera, Paolo Cremonesi, “gli intossicati che presentano sintomi vengono trattati dal momento stesso in cui si sono presentati al pronto soccorso. Gli altri vengono trattenuti in osservazione fino a quando avremo i risultati dal Ministero della Salute”.

Tra i pazienti ricoverati figurano anche alcuni bambini, mentre – fortunatamente – la maggior parte sono adulti di età più avanzata. In tutti i casi, i pazienti avevano ingerito del pesto della ditta Bruzzone e Ferrari di Genova, che dopo essersi accorta del problema ha dato il via a un tempestivo allarme che ha evitato guai ancor peggiori.

L’avviso è stato lanciato la scorsa notte dopo un’operazione aziendale di auto controllo. Sotto la lente sarebbero finite le confezioni con scadenza 9 agosto 2013 appartenenti al lotto 13G03, parte delle quali dovrebbero essere state dirottate nei punti vendita piemontesi.

In proposito, la ASL ricorda che il pesto in questione potrebbe essere stato commercializzato mediante dei marchi diversi e, per tale motivo, i responsabili dell’Ufficio Prevenzione e Veterinaria della Regione Piemonte hanno invitato gli acquirenti a controllare lotto, scadenza e nome del produttore sul retro del vasetto.

Responsabile del pregiudizio è stato il clostridium botulinum, che può presentarsi in conserve e alimenti che non possono essere sterilizzati come – appunto – il pesto. In alcuni casi particolarmente inoffensivo, il botulino può tuttavia generare una tossina molto potente che può causare anche la morte di chi lo ingerisce. La scadenza ad agosto potrebbe aggravare la situazione, poichè il microbo avrebbe avuto molto tempo a disposizione per produrre la sostanza velenosa.

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