Scoperto nuovo antibiotico per le infezioni gravi

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I ricercatori guidati dal professor Mathieu Molinard, dell’università di Bordeaux, hanno scoperto un nuovo antibiotico che promette “miracoli” (o quasi) contro le infezioni gravi. Pubblicato su Nature dell’8 gennaio, lo studio potrebbe segnare una vera e propria rivoluzione nel comparto e, dopo aver dimostrato di essere molto efficace contro i batteri più difficili da trattare nei topi, potrebbe fare il grande passo per poter essere applicato sull’uomo (attenzione, però: stando ai più ottimisti, ci vorranno almeno una decina d’anno).

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La scoperta è comunque eccezionale, visto e considerato che erano tantissimi anni che non vi erano delle innovazioni così sensazionali nel settore degli antibiotici.

In particolare, affermava la stampa di settore, finora lo sviluppo degli antibiotici è avvenuto identificando sostanze naturali prodotte da microrganismi presenti nel terreno (a titolo di esempio, si può ben ricordare come la pennicillina sia il prodotto di una muffa). Tuttavia, lo sviluppo delle sostanze naturali richiede un tempo lungo, nonostante siano proprio le sostanze naturali – piuttosto che i prodotti di sintesi – a sconfiggere in maniera mirata i batteri.

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Ebbene, la svolta è arrivata proprio grazie al lavoro dell’équipe americana e tedesca che ha utilizzato un dispositivo miniaturizzato molto innovativo: l’iChip multicanale che ha permesso di coltivare in laboratorio, in vitro, una colonia di microrganismi naturali procurati da un prelievo di terreno.

Successivamente, 10 mila colture sono state testate su piastre ricoperte di stafilococco dorato, per poterne rilevare l’attività antibiotica. I ricercatori hanno quindi identificato la molecola che sarebbe responsabile di tale azione contro i batteri gram-positivi, come lo stafilococco dorato, denominandola teixobactine.

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La scoperta è stata quindi testata con successo nei topi infettati con lo stafilococco dorato, lo pneumococco e l’agente della tubercolosi con risultati incoraggianti. Ad ogni modo, come avevamo già anticipato, prima che la molecola possa entrare nella farmacopea dovrà passare attraverso vari stadi di sviluppo e di valutazione sulla sicurezza per  gli esseri umani.

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La scoperta potrebbe avere anche un’ulteriore importanza: motivare l’industria farmaceutica a reinvestire in questo settore di ricerca. Ed effettivamente, qualche segnale in proposito sembra esservi – come sottolineato da Italia Oggi di qualche giorno fa – visto e valutato che la Roche ha acquisito Polyphor, un piccolo laboratorio specializzato in antibiotici, e a dicembre 2014 Merck ha annunciato l’acquisizione, per oltre 7 miliardi di euro, di Cubist Pharmaceuticals, società specializzata nel trattamento contro i batteri super-resistenti.

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